A proposito di Europa (Se non si vede l’inganno)

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La Cee nasce come un qualcosa che assomiglia a un Ente di alta amministrazione, senza alcun legame con il federalismo, ne’, dunque, con la dimensione politica e statuale tipica della suddetta forma di organizzazione politico-statuale.

Con l’Atto unico dell”85-’86 e soprattutto con Maastricht (’91-’92) e Amsterdam (’96), sino a Lisbona (2007), passando per la tiepidissima e liberalissima Carta di Nizza (2000), si dota quello stesso impianto ademocratico e astatuale delle origini di molti maggiori poteri su moneta, politiche economiche ecc., svuotando progressivamente le prerogative sovrane e la democrazia dei vari stati membri, che tra i tanti effetti perversi non possono più autofinaziarsi.

Il cancro ideologico di cui ci si serve per smembrare dal di dentro dei singoli ordinamenti giuridici e costituzionali, è il “principio fondamentale” della concorrenza e connesso divieto di aiuti di stato.
Dopo l’89 il patto intergovernativo tra Mitterand e Kohl, che diverrà il metodo di governance prevalente dell’Unione, con tutto ció che ha comportato sul piano geopolitico europeo, ha cristallizzato un UE a trazione germanica che negli anni duemila è divenuta il referente europeo, sicuro, del capitalismo oligopolistico transnazionale atlantico sotto i nostri occhi.
Dunque, la UE è per natura e funzione niente di diverso dalle altre organizzazioni internazionali dell’ordine capitalistico mondiale: G-8, World Bank, IMF, WTO, Nato-Otan, e Usa.
Il suo ruolo di strumento Usa, spesso da utile idiota, negli Scenari di crisi (Georgia 2008, Libia 2011, Siria 2012-2014, Ucraina 2014) è di palmare evidenza!
Niente a che vedere, né normativamente, né, tantomeno, sotto il profilo culturale e politico, con il federalismo europeo, nelle sue varie accezioni, propugnato dall’inizio del Novecento da un’esigua quanto valorosa schiera di intellettuali del socialismo europeo quali Otto Bauer, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Piero Calamandrei, Il resto è pericolosa ideologia da combattere.

Hyperpolis

 

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